UN TRAVOLGENTE GIORGIO PANARIELLO CONQUISTA IL PUBBLICO DEL FESTIVAL DELL’ECONOMIA
All’Auditorium un vero e proprio ciclone di risate
Lo show man toscano ieri sera ha sfoderato le sue vis comica con una serie di gags, fra cui alcune dedicate proprio al mondo economico, senza dimenticare la sua passione per il canto
Che Giorgio Panariello fosse uno dei migliori comici italiani non lo si doveva certo scoprire in questa occasione ma il suo spettacolo di ieri sera all’Auditorium, proposto fra gli eventi del Festival dell’Economia, ha davvero entusiasmato il pubblico che ha riempito il teatro del capoluogo. Mescolando alla sua maniera battute legate all’attualità, situazioni di vita vera e dando spazio alla sua verve canterina, Giorgio Panariello ha proposto “un one man show” senza cadute di ritmo. “Volevo incominciare il mio spettacolo qui a Trento con due importanti ringraziamenti: il primo riguarda le splendide condizioni atmosferiche che ho trovato oggi ... fatemi sapere però quando la finite con gli esperimenti invernali e incomincia anche da voi la primavera”. Il secondo grazie di Panariello invece è stato decisamente in tema con il Festival dell’Economia: “Sono contento di essere stato invitato qui a Trento in un momento così positivo per l’economia italiana. Ho apprezzato anche il vostro coraggio: perché organizzare oggi un Festival di questo tipo in Italia, a pensarci bene, è quasi come organizzare in Biafra il Festival della porchetta”. Poi nel mirino di Panariello sono finiti anche il ministro dell’Economia Giulio Tremonti (“per come vanno oggi le cose nel mondo dell’economia italiana mi pare come una zanzara che si trova in un campo di nudisti”), gli uomini di oggi “superdepilati” (sempre più vicini ad una dimensione estetica al femminile) e un’analisi del rapporto fra uomo e donna. Nel caos dei nostri giorni neppure le parole d’amore hanno più un senso “i giovani comunicano solo via sms, amano il virtuale e vivono immersi nelle chat”. E a questa carenza di pathos romantico Giorgio Panariello sceglie di contrapporre i versi d’amore di Shakespeare e quelli di una struggente poesia di Massimo Troisi. A fargli da spalla musicale sul palco dell’Auditorium il simpaticissimo e bizzarro pianista Dino Mancino con cui Giorgio Panariello ha interpretato alcune canzoni di Lucio Battisti, Tiziano Ferro, Gigi D’Alessio e Vasco Rossi. Immancabile una delle sue imitazioni più riuscite di sempre legate al nome di Renato Zero con un brano come “I migliori anni della nostra vita” proposta alla sua maniera, con quei gesti caricaturali del cantautore romano di cui fra l’altro è grandissimo amico. Proprio a Renato Zero Giorgio Panariello ha da poco dedicato il tormentone radiofonico “Perché no” , sotto la sigla di Clonato Zero, che farà parte del suo show estivo “Del mio meglio live” di cui ha regalato una sorta di gustosa anteprima al pubblico del Festival dell’Economia. Nella barzelletta raccontata nel bis ha fatto capolino anche uno dei suoi personaggi più amati, quello di Merigo, un ubriacone ingenuo e di infinita dolcezza, sempre accompagnato dalla sua inseparabile bicicletta.










