LA VITA DI DON LORENZO GUETTI IN UNO SPETTACOLO EVOCATIVO E RICCO DI IMMAGINI POETICHE DEL TRENTINO CHE FU
Rusticus ha chiuso la serie di eventi serali del Festival dell’Economia
Convince e strega la platea “Rusticus” lo spettacolo teatrale di Mauro Neri proposto ieri sera all’Auditorium e dedicato al prete di montagna simbolo della Cooperazione. In evidenza le musiche realizzate dal grande compositore Giorgio Moroder e i canti del Crozz Corona.
“Se stringo i denti e mi guardo intorno, ne vedo tanti che sono come me…devo studiare per i miei tre figli: del loro padre saranno orgogliosi!”. In questi versi del brano “La scuola serale” si legge tutto lo spirito che segna “Rusticus” la rappresentazione teatrale, intrecciata con il canto corale, presentata ieri sera all’Auditorium di Trento come momento finale della terza edizione del Festival dell’Economia di Trento. “Rusticus”, una produzione della Provincia autonoma di Trento insieme alla Federazione Trentina della Cooperazione, non è stato soltanto un omaggio alla figura di don Lorenzo Guetti ma anche un viaggio fra musica e parole nella storia dell’ultimo secolo trentino. Una storia che l’autore teatrale Mauro Neri ha reso in maniera estremamente evocativa e diretta attraverso sei momenti diversi in cui si sono ricostruire le tappe fondamentali della vita del fondatore della Cooperazione trentina. Lo scorrere della recitazione, proposta dagli attori Silvia Furlan, Michele Comite, Beatrice Pontalti e Beniamino Sala,si è specchiata così nelle canzoni inedite intonate dal coro di montagna Croz Corona di Denno, con i coristi di bianco vestiti, diretto dal maestro Renzo Toniolli. Ideali infatti le canzoni di montagna, ascoltate ieri sera negli arrangiamenti creati per “Rusticus” dal compositore altoatesino Giorgio Moroder e da Giuseppe Solera, per segnare i momenti della vita del “prete di montagna” capace di leggere la sua realtà – ecclesiale, ma anche culturale ed economica – con lungimiranza e disponibilità al servizio. I canti del Crozz Corona hanno guidato il pubblico in un viaggio iniziato nel Trentino di fine Ottocento e in cui si sono intrecciati i drammi della miseria, dell’emigrazione e dello sfruttamento con i sogni di riscatto e con l’affermarsi del movimento cooperativistico come alternativa economica ed etica capace di offrire occasioni di sviluppo e di progresso. Fra le composizioni più toccanti ascoltate vogliamo evidenziare “La polenta”,un brano in cui si racconta per metafora le condizioni di vita nel Trentino di fine Ottocento, rimarcando le profonde differenze tra ricchi e poveri, tra contadini e borghesi accanto a “La valigia” in cui si affronta il tema dell’emigrazione in Europa e oltre oceano con quei versi sul difficile momento del distacco, quando bisogna mettere in valigia le cose più importanti e lasciare la propria terra. Ad arricchire i passaggi di “Rusticus” anche la presenza sul palco dell’artista Paola de Manincor che ha realizzato alcuni dipinti, estremamente evocativi, proprio in scena.










