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L’OMAGGIO A DON LORENZO GUETTI FRA TEATRO E CORALITA’

01/06/2008

“Rusticus” chiude gli eventi serali del Festival

Lo spettacolo teatrale di Mauro Neri dedicato al prete di montagna simbolo della Cooperazione si intreccerà, domani sera, con i canti del Coro Croz Corona di Denno. Le musiche sono di Giorgio Moroder e Giuseppe Solera.

E’ dedicato a don Lorenzo Guetti lo spettacolo “Rusticus” con cui, lunedì 2 giugno, si chiudono gli eventi serali proposti nell’ambito della terza edizione del Festival dell’Economia di Trento (Auditorium S.Chiara, ore 21.00, ingresso libero). “Rusticus”, una produzione della Provincia autonoma di Trento insieme alla Federazione Trentina della Cooperazione, propone un testo teatrale di Mauro Neri in cui vengono ripercorse in sei quadri le tappe fondamentali della vita di don Guetti, accompagnato e ritmato da sei canzoni inedite eseguite dal coro di montagna Croz Corona di Denno diretto dal maestro Renzo Toniolli. Le musiche di “Rusticus”, che ha in cabina di regia Paul Sark, sono di Giorgio Moroder e Giuseppe Solera mentre sul palco saliranno gli attori Silvia Furlan, Michele Comite, Beatrice Pontalti, Beniamino.
Centodieci anni fa (nel 1898) moriva don Lorenzo Guetti, un prete di montagna che seppe leggere la sua realtà – ecclesiale, ma anche culturale ed economica – con lungimiranza e disponibilità al servizio. Sarà quindi la canzone di montagna a raccontarci le condizioni di vita in una regione alpina di fine Ottocento, intrecciando i drammi della miseria, dell’emigrazione e dello sfruttamento con i sogni di riscatto e con l’affermarsi del movimento cooperativistico come alternativa economica ed etica capace di offrire occasioni di sviluppo e di progresso. A caratterizzare i passaggi di “Rusticus” saranno le sei canzoni inedite eseguite dal Coro Croz Corona ad iniziare da “La polenta”, un brano in cui si racconta per metafora le condizioni di vita nel Trentino di fine Ottocento, rimarcando le profonde differenze tra ricchi e poveri, tra contadini e borghesi, seguita da “Regalo di Natale” sulle condizioni di vita del contadino che dipendono sì dalla sua tenacia, dalla fertilità del campo e da come riesce ad organizzare il proprio lavoro, ma anche dalle condizioni atmosferiche, da quelle gelate che rischiano sempre di rovinare i frutti del suo lavoro. Spazio poi a “La scuola serale” sull’opera meritoria dell’impero asburgico e delle centinaia di maestri che si resero disponibili facendo diventare realtà per il ceto contadino il sogno dell’istruzione e a “La valigia” in cui si affronta il tema dell’emigrazione in Europa e Oltreoceano con quei versi sul difficile momento del distacco, quando bisogna mettere in valigia le cose più importanti e lasciare la propria terra. Fra le canzoni più intense che si ascolteranno all’Auditorium anche “La Cooperazione”: grazie a don Lorenzo Guetti e a molti altri come lui, il Trentino di fine Ottocento – ma anche quello che percorse l’intero Novecento – trovò nella forma cooperativa un’alternativa, etica e corresponsabile, per emergere dalla povertà. A chiudere lo spettacolo proprio “Il testamento (Rusticus)”, dedicata a don Lorenzo Guetti e al messaggio che lasciò con i suoi scritti, con la sua testimonianza e, anche, con il suo testamento.