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“DONNE DI VRINDAVAN” RACCONTA L’ESSERE VEDOVE IN INDIA

30/05/2008

Immagini dal mondo

Una mostra di fotografie e una raccolta di liriche per raccontare i momenti di una vita dedicata all’amore per Krishna

“Le donne di Vrindavan, come rivelano le foto, sono donne particolari. Nella maggior parte dei casi si tratta di vedove che, dopo la morte del loro sposo, dedicano la loro vita a Krishna, il Dio hindu” racconta Tamara Farnetani, fotografa, introducendo il proprio lavoro.
La mostra, aperta a fino a domani a Palazzo Festi (Teatro Sociale) dalle 15 alle 19, offre ai visitatori uno spaccato di vita sulla città di Vrindavan: un centro di circa 57.000 abitanti che si trova tra Nuova Delhi e Agra. Secondo la tradizione hindu in questi luoghi nacque e crebbe Krishna, per questo motivo la zona è ricca di templi e luoghi di culto.
Vrindavan è anche nota come la “città delle vedove” per via del gran numero di donne che vi trovano rifugio dopo aver perso i loro mariti. Qui loro dedicano la loro intera esistenza al culto di Krishna, con devozione, fede e amore; quasi un’alienazione che, all’occhio occidentale, spicca come una violazione di diritti umani. Queste donne sono destinate a non avere più un’esistenza “normale” non per una loro libera scelta ma per il solo fatto di non avere più un marito: quelle di loro che non vivono in un monastero almeno una volta al giorno si recano presso un tempio per cantare le loro preghiere ed in seguito chiedere l’elemosina per le vie della città.
Hanno età, carattere e storie di vita molto diverse: una di loro, Ramvati, ha trentacinque anni ed è non vedente, ma sa badare a se stessa e alla figlia: “Sono nata cieca - si legge dal suo racconto, raccolto insieme alle immagini - ciò nonostante sono riuscita a sposarmi e ad avere questa bellissima bimba”. Ramvati decise di vivere nella città sacra di Vrandavan ancora prima di sposarsi, credendo di non poter trovare marito. “Cominciai a chiedere l’elemosina davanti al Tempio di Govinda, finche un giorno mi notò il mio futuro marito. […] Per me fu una grande fortuna sposarmi, smisi di vivere in strada e andai in una vera casa”. Purtroppo però alla morte del marito la donna fu di nuovo lasciata in mezzo ad una strada, con la figlia: da allora entrambe vivono davanti al tempio di Govinda.
Le fotografie di Tamara Farnetani sono accompagnate dalle liriche di Daniele Passerini: un’elegante interpretazione dell’immagine.